AVANTI.

Ho capito.
Versati il caffe ma
attenta a non lasciarlo cadere
è l’ultimo.
Ti ho visto crescere
e
forse pure tu.
Ti accontenti
e poi menti
ti viene facile.
Nel mio silenzio
non ci sono porte
non ci sono uscite
non ci sono strade.
È un posto dove
si aspetta tanto.
Dentro ci trovi cuori
e pianti di persone che
ho abbandonato
senza rispetto.
Avanti e
chiudi la porta.
Ma c’è ancora tempo
devi finire il caffè.
Non ti farà male cadere
nel mio mondo ma
ti darà fastidio.
Credimi
non è un bel posto.

BACIAMI CHE SBORRO

Ti guardo ma, non tolgo gli occhiali, ho vergogna a farlo, nei tuoi occhi io ci ho vissuto e, mi sono abituato alla pioggia nera di rimorsi che, non ti perdoni e, non perdoni. Chiudi piano la porta che, i rumori sono strette di mano che non vuoi sempre dare.La camera al secondo piano, è perfetta per fare un peccato di due ore, perché tu non mi basti mai. Tre macchine nel parcheggio, il ristorante è chiuso, poche persone si muovono al buio e, ci saranno altri corpi che staranno consumando la stessa bastarda passione. Mi guardi e vorresti ridere ma, ogni minuto passato qua dentro, è un pugno sulla coscienza tua e mia. Voglio leccarti la fica, io lo desidero tanto, credimi, ogni giorno io sogno di leccarti la passera, lo desidero tanto. Ti spogli, ti chiedo di farlo lentamente, mi piacciono i lineamenti del tuo corpo, lo sai che le luci sono soffuse, tra il bianco e il giallo, lo sai che, non sempre puoi vedere il colore della carne. Sono sempre stato al mio posto e, non ho mai spinto perché non si poteva fare, perché se non ti posso proteggere io, non ha senso restarti accanto. Sei imbarazzata è la tua prima volta, chi ti ama ti crede, chi ti crede accetta. La tua fica spaccata in due, semi aperta, sento che hai voglia della mia lingua, hai voglia di sentire il fuoco che ho dentro la bocca, le labbra carnose, la barba non tagliata, mi curo poco. Si, senti la saliva che si adagia sopra la fessura calda, senti la saliva che si posa, in silenzio si disperde, cade dentro e, sfiora il clitoride, senti la saliva che si muove, in modo scomposto, senza prevedere, senza disturbare, la senti la saliva che ha fame. Con le braccia sorreggi le gambe, me la apri tutta, la lingua che sale e scende, piano, che si permette di penetrarti, si permette di scavare il clitoride, si permette di muoversi sempre di più, mi accompagno con le labbra, ti bacio la fica, te la sto mangiando, te la sto divorando. Lui non lo fa con la stessa passione, ti conosce da poco e di solito, non si ha sempre la stessa adrenalina, può succedere. Al buio mi dici che mi ami e, poi al mattino ti penti, mi vuoi cercare ma, non lo fai. Te lo ficco tutto dentro, sei un misto di eccitazione e, poi la mia saliva lubrifica il tutto, sei calda bollente e, la tua fica è stretta, mi piace da morire nuotare dentro di te, scoparti lentamente e poi forte, sentire il tuo orgasmo prima di due secondi e, fermarmi, aspettare che muori per godere, avere il coraggio di parlare con i tuoi orgasmi, ma ti vergogni. Sei nella posizione del cucchiaio, ti abbraccio e ti scopo, stringo i capezzoli e, con forza ti schiaffeggio il culo, ogni schiaffo è uno spasmo, ti contrai, sei drogata di piacere, sei assente e mai presente, non pensi a lui, non ci pensi, non lo fai perché anche tu lo vuoi, si fa il peccato che poi lo pagherai a compromessi con te e con lui che, finge di non sapere. Una mezzora a spingerlo dentro, ti consumo il canale, non mi vorrei fermare, chi ti desidera si sporca, e sporcandoti hai paura, ma, ti nascondi dentro il tempo che poi, cancella tutto alla fine della messa. Con te è sempre la mia MIGLIORE scopata. Sto per venire, sto per sborrare, lo tiro fuori. Lo prendi in mano e cominci a segarlo, con una mano ti prendo dal collo e, ti bacio, non ti ho mai baciato con questa eterna voglia, chiudi gli occhi e pensaci, le mia labbra che si appoggiano alle tue, piccole e grandi, io le mangio. Baciami che sborro, dai, non fermarti, cosi, ci sono, brava………..non riesco a dire a parlare. Sborra calda sulla mia pancia, il cazzo che ha i soliti spasmi, ti lecchi la dita e, il cuore se ne va. Ridiamo insieme, perchè quando ridi, sei bellissima. Sei la MIGLIORE scopata di ogni universo. Rivestiti, tu vai, io resto qua, pago il conto. 

ANTONINO SEI UN PORCO

Antonino sei un porco, mi ripeti, lo sento tutto il tuo disprezzo ma, con voce spezzata dai colpi che ti do con il cazzo sulla bocca, ti sbatto il cazzo sulle labbra, sei nuda, sei pronta. Ti vorrei pisciare in faccia, ti ho scopato il buco della fica. E ho lasciato quello del culo aperto, pieno di sborra che cola per terra e sporca il pavimento che hai finito di lavare ieri. Sei nuda, in ginocchio che aspetti che ti scopi la gola ma, ti lecco la fica. Ho voglia di leccarti la fica, lo voglio fare lentamente senza tanta fretta, voglio la fica zeppa di sperma, la voglio calda e bagnata, sento ancora l’odore del mio pene che ti ha scopato all’estremo, sei in senso contrario a tutti gli opposti che ci sono. Antonino sei un porco. La mia lingua limona la tua passera, chiudi gli occhi che mi tiri i capelli, ti senti viva in questo mondo tuo, la depressione ti passa e poi ti viene. Che forte orgasmo, mi trema la lingua, un terremoto senza scala. Andiamo in bagno, ho voglia di pisciarti in bocca o in faccia, dipende. Così, seguimi che ho tata pipi calda, da fare scendere sui tuoi capezzoli larghi e spenti, sono un maniaco dei capezzoli, vorrei vederli ogni giorno. Ecco ferma, sto per pisciare, eccola è bollente, prendila tutta, bevila se puoi, cosa fai, ti tocchi la fica, brava, ti ho insegnato a godere e, tu mi hai risposto a sentire. L’odore Amaro del l’ultimo caffe si sente. Antonino sei un porco, io rido perché lo so, lo so che sono un porco. Ma scoparti è come il cambio della stagione, una dopo l’altra. Ti rivestiti, esci fuori dal bagno e, torna sul divano. Confusa pensando che fosse una realtà ma, questi pensieri sono incredibili, turbano e schifano. Antonino sei un porco.

BUGIARDO SEMPRE.

Abbiamo fatte scelte diverse
e
aspettato treni che
arrivavano con poche
carrozze.
Si lascia il viaggio
perché sono
sorrisi cacciati
dalla mente.
Ma tu le hai le nostre foto
guardale e
vedi i volti
felici.
Sono percorsi pieni di ostacoli
e cercare un giorno diverso
d’altro.
Cosa pensi quando ti tocca
che cosa hai perso
e cosa hai vinto.
Ho tentato di morire senza uccidermi
ho imparato a vivere dentro i silenzi.
Ho dormito con lacrime che appannavano i sogni ma
adesso non ricordo più.
Sono stato bugiardo per salvarmi
da tante paure
perché ci ho sempre creduto.
Non ti arrabbiare con me se
ti ho detto ti amo
io ti ho sempre amato e non sono bugiardo sempre.
Sei una rosa con tante spine
mi taglio toccandoti.
Sei bella.

SULU TU

Si nun ci fussi tu
iu ti ciccassi u stissu
ogni notti e ogni ghionnu.
Sulu tu astuti ogni notti
tutti i pinseri ca mi
fannu moriri.
E se è moriri iu
voghiu nautra vota
viveri cu tia.
Piano piano ti
si u me cafe co latti
a matina.
Intra o lettu mi vasi
u cori e
u to ciato e mu ciato.
Pi ti mi vinnissi tutti chiddu ca aiu.
Dopu di tia
non po’ pighiari u to postu
nuddu.
Ogni matina ma mi susu e ti taliu
ti voghiu sempre chiossai.

SVUOTATI LA PASSERA.

Cosa ci fai nuda qui, io e tu non possiamo scopare, stammi lontano che, non posso toccarti, sei il desiderio di ogni uomo ma, il mio ancora di più, io ho il compito di proteggerti. Guardami, potrei soddisfare te dalla mattina alla notte, potrei riempirti di miele per tutto il corpo e poi leccarti, come ci si lecca le ferite per non sentire il dolore che ti mangia dentro. Nuda avanzi verso di me, prendi la mia mano e la porti sulla tua passera e chiudi gli occhi, ti piace, mi vuoi ma, lo sai che il peccato lo pagheremo dopo. Ti masturbo ma, l’odore della tua fica, è così dolce che, ho bisogno di leccarti. Ti sbatto sopra al tavolo e ti allargo le gambe, il rumore della lingua che ti scopa la fica è, come quando cade l’acqua a piccole gocce e non sai come fare per il ripare la perdita. Mi dici di non fermarmi, di continuare, lentamente, mordo il tuo clitoride e lo succhio, ci sputo e poi me ne approfitto. Spasmi, godi senza limite, chissà quanti ditalino che mi hai dedicato e, non me lo dici. Sei succube della mia voce carnale. A smorzacandela sopra di me, con un dito in culo e il cazzo che si lascia scopare da te. Muoviti, dai, sei tu che ti stai prendendo il mio cazzo, muoviti, brava. Ti infilo un dito in bocca e poi ti tiro forte i capezzoli, una mano tra i capelli e, ti perdi, sborri come una Puttana priva di limite, così ti voglio. Sei stanca, ti sei svuotata tante volte, la tua fica è un putrido spettacolo che io, adoro. Sotto le lenzuola, infila una mano nella passera, non ti sentirà nessuno, svuotati la passera, ti prego, fallo per me.

MASTURBATI IL BUCO DEL CULO PER ME.

Al buio di ogni giorno di pioggia pensi a come io possa scoparti a pecorina, con la faccia contro il vetro, i respiri che appananno il tutto ed io, che ti prendo per i capelli e, chiamandoti Puttana, ti assolvo da ogni vergogna che provi. Non è affatto semplice ma, seppure complicato, io voglio leccare la tua fica, voglio penetrarti con la lingua calda, bollente, voglio bere da te, voglio ingoiare te, voglio ogni tua goccia di orgasmo, sono soddisfatto se ti vedo tremare dalle forti contrazioni, che danno una scossa a tutte le paranoie che ti fai, perché io lo so che te le fai. Masturbati il buco del culo per me, apri le gambe, prendi un dito e toccati il clitoride, con l’altro dito, masturbati il culo, lo voglio sporco, lo voglio tutto, lo voglio rompere ancora di più. È rotto ma, è piccolo, ti fa male solo per poco, dai, infila tutto il dito, così, sei mia, è il tuo culo è mio. Brava, pensa al cazzo duro che te lo scopa senza sosta, il tuo culo è come la lava dell’Etna, lo sento, io penso che non ti fa male. Dai masturbalo bene, fammi vedere quanto sei troia, la mia troia. Sei il mio pisciatoio, sei il mio svuota esigenze, che culo che hai. Dai, più veloce, due dita, tutte dentro, fai vedere come sei brava.  Ribellati, fai vedere che se ti distruggi il culo per me, mi soddisfi. Godi, io lo so che godi ma, stai zitta, in silenzio si ha più coraggio di continuare.  Tu non hai bisogno di fiori, tu hai bingo di tanti cazzi aperti che ti sborrano in faccia e, poi hai bisogno di pipi calda fatta da tutti, nella tua faccia, cosa te ne fai di una rosa. Dai godi, voglio sentire che ti masturbi il culo per me, due dita che entrano ed escono, sei pronta. Al buio di ogni giorno di pioggia, chiudi gli occhi e masturbati il buco del culo per me, solo per me.

IO TI SCHIZZO DENTRO.

Chiudi gli occhi quando ti sta scopando la fica, chiudi gli occhi e senti i miei respiri su di te che, chiedono aiuto. Ti sta scopando la fica, quanta passione che ci mette, tu chiedi di fare piano perché ti fa male, ma, lo sai, la tua fica è il pane per la gente che ha fame, la tua fica è come la guerra, la fai per interesse, la tua fica è il primo pensiero che ho se, penso a te nuda davanti a me. Chiudi gli occhi e senti la mia voce calda e rovinata che, ti parla lentamente che, ti perseguita, che ti chiede sempre di più, tu puoi darmi di più, io lo so. Il ghiaccio fuori dal bicchiere si scioglie e, quella luce blu che riflette sul muro, scambia le ombre per anime e, poi mostra il bicchiere vuoto. Ti sta scopando alla pecorina, la mia preferita,  guarda come sbattono le palle sulla passera, guarda come ti si vede il buco del culo che si apre lentamente, senti la mia lingua che lecca la fica mentre lui ti scopa, si, chiudi gli occhi e senti la mia saliva, senti il cazzo di lui che ti sbatte e, io che ti lecco il clitoride, senti, lo senti. Chiudi gli occhi, lui e sotto adesso e, tu sei sopra, rimane il culo, rimane quello, chiudi gli occhi e senti come ti penetro il culo mentre lui ti fotte la fica, insieme dentro di te, lui fa forte ed io, piano, il tuo culo è il premio per i folli che sanno aspettare, lo senti quanto è duro, chiudi gli occhi e, lo sentirai, chiudi gli occhi, sono io. Ti ha bendato, per non farti vedere, solo per farti sentire. Chiudi gli occhi, lui adesso sta per sborrare, dove lo farai sborrare dimmelo, dove vuoi lo sperma caldo, dimmelo, dove vuoi. Chiudi gli occhi io, voglio sborrare dentro la tua fica, si brava, chiudi gli occhi, lo senti il mio cazzo che è caldo, è duro, la carne dentro la carne, il tuo canale bollente e, il mio cazzo che ti penetra lentamente e completamente, mamma mia, lo senti come sto sborrare dentro la passera. Lui ha finito. Ma tu rimani sul letto a sentire dove vengo io, poco tempo cinque minuti, io ti schizzo dentro. Apri gli occhi, io pure. Tu hai goduto.

È SOLO UN DITALINO

Ti imbarazza pensare alle mie dita dentro la tua fica, si, io lo so che ti imbarazza ma, se chiudi gli occhi e pensi a quanto sia bello sentire, le dita di chi ti ha sempre voluto che, si tagliano a metà tra la tua passera e, il clitoride. La tua fica non è più come prima, adesso ha più esperienza, ha capito che si può godere veramente. Lasciati masturbare da me, in piedi con i seni di fuori, io dietro di te che, con la mano che si muove, provo a darti orgasmi che ho sempre immaginato nelle mie seghe. Sei bagnata e ripeti di no, non è giusto  ma, chi ha deciso cosa è giusto o sbagliato, chi ti ha dato la moralità di poterti giustificare, sei dipendente da tutto quello che ti fa godere. Sento che gemi e godi, la tua fica si chiude tra le dita, guarda fuori come è chiara quella rosa tra lo sfondo grigio del cielo. Hai messo il perizoma che ho sempre immaginato, nero, come il mio secondo colore preferito. Sei bagnata, sei zeppa di acqua calda, pisciami sulla dita, mentre esplodi ancora. Ti senti a disagio, proprio io, quello che ti fa ridere ma, infondo rimane sempre lì seduto, al suo posto. Così brava, pisciami sulla mano, voglio leccarmi le dita piene di piscio, il tuo piscio. Ti imbarazza questo, ti fa schifo, ti vergogni, ti nascondi, ti reprimi, ti costituisci colpevole. È solo un ditalino, mezz’ora e poi è tutto finito. Ti rivesti, lascia che lo faccia io per te, adesso sei pronta per tornare a casa. Non ti preoccupare, è solo un ditalino.

E CITTATA MESTRUATA

Nudi, corpi nudi caldi che si, desiderano perché la carne ha fame, ha fame della di altra carne ancora, come animali si soddisfano solo a mezzanotte, al buio, con la bocca sporca di carne. La tua fica è mestruata, sento l’odore del sangue bollente, ma non mi da fastidio, mi eccita pure Tanto. Non lavarla, lasciami la tua fica sporca, io lecco tutto. La mia lingua lentamente dentro la tua vagina, prima sento il profumo e poi con la lingua ci passo attorno, quasi a voler prima il contorno. Ti sto leccando la passera, la mia lingua piena della tua sborra e del tuo sangue, che in profondità cerca il tuo orgasmo, mi fermo per farmi ammirare da te anche se lo sai, tutto quello che tu schifi io, lo amo. Il sapore è amaro, mi ricorda che, mai è tanto duro come, il desiderio che ho di te ogni giorno. Ti lecco ma, tutto il sangue che hai, è dentro la mia bocca, io e tu, siamo completamente uniti anche, quando ti sembra che io sia DISTANTE. le tue gambe aperte, ti sto pulendo, cosa desideri, ogni framento di te mi appartiene, per la regola che, mi sono preso cura di te e, cosa devo fare io se tu, non hai capito e non capisci. Adesso sei pronta per farti scopare da me. Alla pecorina, voglio che il mio cazzo senti il calore del sangue, voglio scoparti profondamente, ti faccio male ma, tu non dici nulla, ti vergogni di quello che stai uccidendo la fuori. Ti sto scopando alla pecorina, come ti piace, ti piace prendere il mio cazzo, grosso dentro la tua fica. Senti come sei bagnata, ti prendo per i capelli e, ti infilo due dita, ci sputo pure per, farti sentire il sapore della mia bocca e di te. Hai poco tempo ed io pure, dai, dai, continuo sempre più velocemente, sempre di più, sento che sto per sborrare dentro di te, la mano destra che tira sempre più forte i capelli, io ti sto scopando sempre di più, sempre di più, sempre di più. Sono al capolinea, sono al termine, ci sono, si, ci sono. Il cuore si ferma, si stoppa, non riesce a prendere più il movimento, il respiro è al bivio, vivere o morire, sospeso tra immenso e perverso, tra volerti amare e lasciarti andare, trattenerti e prenderti. Torno, torno presto. Rimuovo il cazzo dalla tua fica, sperma sangue per terra, guarda come lecco tutto, io sto leccando tutto E nfasi, guardami.

SPOMPINA LUI E GUARDA ME.

  Ti ho trovato stanotte, ho voglia di vederti scopare con lui. Voglio sentirti godere, voglio sentirti respirare fino alla morte. A gambe aperte, ti sta leccando la fica, ti fai leccare completamente, io applauso ma, solo tu puoi vedermi. Ci sa fare, ha esperienza, la sua età inganna pure Gesù cristo. Il mio compito è quello di guardarti. Ho sempre voluto la tua felicità e, me ne devo accertare. Ti infila tutta la lingua nella passera, è violento con la sua bocca, vuole ingoiare il clitoride, ci vuole sputare la sua saliva, vuole penetrarti con tutta la bocca. Ci infila dentro le dita e, lecca. Sei bagnata vedo, sei un mare, il letto ha una chiazza bianca. Gli accarezzi i capelli e, mi guardi, sei a metà tra il ridere e, il godimento. Mi verso una tazza di caffè freddo che ho trovato in cucina, ha solo un cucchiaino di zucchero. La stanza è illuminata dalle luci che provengono dalla strada. Adesso gli stai succhiando il cazzo, come sei brava, solo a guardarti me lo fai diventare duro, sento i movimenti della lingua, lo lecchi con la punta della lingua e, fai cadere giù la saliva che arriva sulle palle e, poi cade per terra, lo spingi fino in gola, e poi sputi, lo spompini e perdi il respiro. Mi guardi fisso negli occhi, io lo sapevo che eri brava, hai la bocca che ho cercato in ogni donna del passato, io credo che la tua bocca è unica. Lui ti chiama troia, ti sta dicendo che sei la sua Puttana, tu ridi e rispondi che sei solo sua. È pronto, con eleganza apri le gambe e ti fai scopare, lo mette dentro la vagina e, chiudi gli occhi, la tua fica adesso vuole il cazzo e, lui vuole te. Ti scopa forte, ti sta rompendo, sento il letto muovere e, di fronte a questo spettacolo, il mio cuore batte più forte, perche se ti sento godere, io godo per te e per me. Fallo sborrare dentro di te, si dai, fallo per me, fatti riempire di sborra calda. Guardami, solo tu puoi guardarmi. Vorrei poterti scopare io ma, io so stare al mio posto. Venti minuti senza sosta, ti sta spaccando, sta per sborrare. Si, ti stringe i capelli e, insieme ci fermiamo, il cuore si stoppa e, si attende lo schizzo dentro. Lui sborra, lo guardi e ridi e, poi mi guardi. Lui va in bagno, io ti chiedo di aprire le gambe e farmi fissare la fica, fammela vedere con la sborra che cola, è uno spettacolo, è così bella che ogni giorno la vedo riflessa sulla mia testa. Sei immensamente viva dentro ogni mio respiro. Lui ritorna, io rimetto a posto la sedia, chiudo la porta, ho dimenticato la tazza del caffè, perdonami, si, perdonami.